mercoledì 19 marzo 2025

Anubi e il Sacrario di Tutankhamon: Storia, Simbologia e Misteri dell'Antico Egitto

 

Cassa santuario con la statua di Anubi, rinvenuta nella Tomba del faraone Tutankhamon

Il sacrario di Anubi nella tomba di Tutankhamon: un capolavoro dell’arte funeraria egizia che racconta il mistero, il culto e il potere dell’aldilà. 

- A cura di Andrea Contorni -  

Nella fotografia sopra possiamo ammirare una straordinaria e suggestiva cassa a forma di santuario con la statua di Anubi. È stata rinvenuta nella tomba del celebre faraone Tutankhamon. Oggi è conservata nel Museo Nazionale della Civiltà Egizia a Il Cairo. Anubi è rappresentato sdraiato in forma di sciacallo. E lo sciacallo era proprio l'animale che secondo la tradizione, raffigurava questa divinità nell'iconografia egizia. Il manufatto è di splendida fattura, realizzato in legno stuccato e dipinto di nero con dettagli preziosi: l'interno delle orecchie, le sopracciglia, il contorno degli occhi e la fascia intorno al collo sono rivestiti in foglia d'oro. Da notare inoltre che gli artigli sono in argento. Il tutto evidenziava il grande valore simbolico e materiale dell'oggetto.

Questo iconico reperto faceva parte del corredo funerario di Tutankhamon, il giovane sovrano della XVIII dinastia, la cui tomba fu scoperta dall'archeologo britannico Howard Carter nel 1922. Un celebre scatto dell'epoca immortala il sacrario di Anubi con la statua del dio avvolta in un panno di lino, con una garza sottile sempre in lino e due corone floreali di ninfee e fiordalisi ad adornare il collo. Il drappo, secondo gli studiosi, risalirebbe all'epoca di Akhenaton, padre di Tutankhamon. Il sacrario stesso, anch'esso in legno stuccato e dorato, è decorato con simboli legati ai culti di Osiride e Iside. Poggia su una slitta con due sbarre lignee, utilizzate per il trasporto cerimoniale durante i riti funebri.

Anubi, il dio dalla testa di sciacallo, era il signore della mummificazione, il custode sacro delle necropoli e il protettore del mondo dei morti. Considerato l'inventore stesso dell'arte dell'imbalsamazione e della mummificazione, Anubi vegliava sulle spoglie dei defunti e ne garantiva la corretta preparazione per la discesa nell'Oltretomba. Il suo ruolo pertanto era quello di psicopompo, colui il cui compito era quello appunto di guidare le anime nel loro ultimo viaggio. Il dio sciacallo presiedeva anche alla pesatura del cuore, un passaggio decisivo per il destino ultraterreno del trapassato. La pesatura determinava se un'anima fosse degna di presentarsi al cospetto di Osiride, benefattore dell'umanità e signore del mondo dei morti.

Il cuore del defunto veniva posto sulla bilancia di Maat, dea dell'ordine e della verità. Il contrappeso era costituito da una semplice piuma. Se il cuore pesava più della piuma di Maat, veniva divorato dalla bestia Ammit, una creatura mostruosa formata da parti di ippopotamo, leone e coccodrillo. Un cuore pesante era segno di una vita colma di colpe. L'anima era pertanto condannata al Duat e non destinata alla beatitudine. Solo un cuore leggero ed esente da colpe e atti meschini in vita, permetteva allo spirito del defunto di andare dinanzi a Osiride, a Iside e a Nefti per poi accedere ai Campi Aaru, il paradiso della mitologia egizia.

Nel periodo ellenistico, la figura di Anubi subì un'interessante trasformazione culturale. Il dio sciacallo fu assimilato ad Ermes, il messaggero divino che aveva anche il ruolo di accompagnare le anime dei defunti nell'Ade. Da questa fusione scaturì Ermanubi, una divinità sincretica che univa gli attributi del dio greco alle peculiarità di quello egizio. Un processo del tutto simile coinvolse anche il culto di Osiride che integrandosi con quello di Zeus/Giove dette vita a Serapide, divinità ancora rispettata nel tardo impero romano. Oggi Anubi è al centro di pratiche esoteriche, spesso considerato una manifestazione del diavolo cristiano. Una forzatura anti-storica e senza senso per un dio che mai ha posseduto tratti distintivi negativi nel suo ruolo di custode eterno della soglia tra la vita e la morte.

Bibliografia e note:
  • "Antico Egitto. Arte, storia e civiltà. Giunti Editore (2021).
  • "Mitologia e Dei dell'Antico Egitto", Massimo Dall'Agnola. Ferrari-Sinibaldi (2010).